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Ettore Favini
Camouflage
#0004
Image courtesy of the artist
© Ettore Favini

“Camouflage, also called crypsis, is a defense or tactical mechanism that organisms adopt to hide, usually by blending in with their surroundings. In most cases it is used in military or tactical environments. In this historical moment the Mediterranean is the metaphor of the real functions that mimicry should imply: to mask positions, identity and movement where borders have changed so radically in a sea that has always been open to the circulation of people, symbols and ideas”.

“Il camouflage, chiamato anche colorazione criptica, è un meccanismo di difesa o tattica che gli organismi usano per mascherare il loro aspetto, di solito per fondersi con l’ambiente circostante. Nella maggior parte dei casi viene usato in ambito militare o tattico. In questo momento storico il Mediterraneo è la metafora delle reali funzioni che il mimetismo dovrebbe implicare: mascherare posizioni, identità e movimento dove i confini sono così radicalmente cambiati in un mare che è sempre stato aperto alla circolazione di persone, simboli e idee”.

Ettore Favini (Cremona, Italy, 1974). Individual and collective memories are often at the center of a path that moves from autobiographical inspirations to elaborate universal themes such as time and existence. His works, which tend to be specific to the place from which they originate, are the result of a long process of growth that makes them living organisms, never concluded: open vision devices in which the work participates in life and the viewer becomes an active part of the work.

Ettore Favini (Cremona, Italia, 1974). Le memorie, individuali e collettive, sono spesso al centro di un percorso che muove da ispirazioni autobiografiche per elaborare temi universali quali il tempo e l’esistenza. Le sue opere, che tendono a essere specifiche al luogo dal quale originano, sono il risultato di un lungo processo di crescita che ne fa degli organismi vivi, mai conclusi: dispositivi di visione aperti in cui l’opera partecipa alla vita e il fruitore diventa parte attiva dell’opera.

  

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